Come è cominciato tutto

La storia di un italiano in Australia.

Come è cominciata la mia avventura

Mi chiamo Valerio Cataldi, sono nato nel 1980 a Nettuno, cittadina sul litorale in provincia di Roma.

Ho studiato prima come perito informatico, poi mi sono specializzato e certificato in reti informatiche e apparati CISCO. A 22 anni ero già responsabile tecnico di tutto il centro sud italia per una azienda di software.

2 anni dopo, a 24 anni, una multinazionale mi offre un contratto di 12 mesi, con possibilità di rinnovo a tempo indeterminato in quanto il mio ruolo era totalmente nuovo in questa multinazionale.

Si erano accorti che i tradizionali lavori dell'elettricista o del meccanico non erano più sufficienti da soli e, per la loro prima volta, avevano deciso di usare le nuove tecnologie e assumere degli informatici.

La proposta era molto allettante e, oltre al benefit immediato dello stipendio, praticamente raddoppiato, inizio a immaginare la mia carriera all’interno della multinazionale.

Anche il lavoro mi piaceva molto. Programmavo e gestivo robot antropomorfi delle catene di montaggio, e mi potevo ritenere soddisfatto perché facevo un lavoro per cui avevo studiato.

Potevo mettere a frutto le conoscenze di informatica, di elettronica e di meccanica ingegneristica acquisite durante gli studi, a differenza di altri amici che invece avevano dovuto trovare lavoro di ripiego, in ambiti diversi da quelli per cui avevano studiato.

Più i mesi passano e più il lavoro mi piace, quando all’interno dell’azienda inizia a diffondersi la voce di un cambio generazionale, un ringiovanimento dell’organico, tramite prepensionamento di capi area.

Da un certo punto di vista mi dispiaceva che i miei superiori avrebbero potuto lasciare a breve l’azienda.

Allo stesso tempo era per me una grande opportunità essendo tra i più probabili candidati per uno di quei ruoli.

Ero la persona giusta al momento giusto. Ed ero pronto ad occupare il posto giusto, a tempo indeterminato, come mi era stato detto fin dall’inizio. E questo doveva rendermi felice, perché sentivo - a soli 23 anni - di avere già un futuro e una carriera assicurati.

Nel frattempo ero stato contattato da altre multinazionali - del calibro di SONY Europa - e le opportunità di lavoro prospettate erano stimolanti almeno quanto quella che avevo accettato.

Però mi sarei dovuto trasferire all’estero, perché le aziende con cui avevo fatto i colloqui cercavano personale per le loro sedi come Bruxelles o Berlino.

Avevo avuto modo di visitare già i Paesi in questione e avevo rifiutato le offerte perché non mi rispecchiavo nello stile di vita (all'apparenza sarebbe diventato esclusivamente di casa e lavoro).

Poi successe una cosa inaspettata.

Il mio ruolo dato un ragazzo più giovane di me di 4 anni, e... fresco di diploma in agraria!

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